LA STORIA DELLA CHIESA

Giovanni Contarini, ordinato sacerdote dopo essere rimasto vedovo, diede inizio nel 1378 alla costruzione di un ospizio  (“hospitale”) per persone anziane nell’estrema periferia del sestiere di Cannaregio, in parrocchia di S. Geremia. Dal 1380 furono accolti i primi poveri; accanto all’ospizio fece edificare un piccolo oratorio dedicato alla figura biblica di Giobbe.

Alla morte del Contarini la figlia Lucia proseguì l’opera paterna nominando un priore e nove governatori per la gestione dell’ospizio. Maturata l’idea di affidare l’opera caritativa ad un ordine religioso, vengono dapprima interessati i Gerolimini e dopo qualche anno i Francescani minori osservanti che il 24 novembre 1428 ricevono ospizio e chiesa.

Alla morte di Lucia il l’Ospizio San Giobbe acquisì il patrimonio Contarini diventando autosufficiente grazie ai consistenti mezzi finanziari e I frati francescani, liberati dal vincolo nei confronti dell’ospizio, si dedicarono alla costruzione di una chiesa più grande che ingloberà la preesistente. La costruzione dell’edificio in stile gotico fu affidata probabilmente ad Antonio Gambello (lo stesso che diede inizio alla costruzione della chiesa di S. Zaccaria).

Nel 1443 San Bernardino da Siena, ospite della comunità religiosa, predica in San Giobbe e tra gli estimatori c’è il Senatore Cristoforo Moro cui profetizza il futuro incarico di Doge della città. Morto nel 1444, Bernardino viene canonizzato solo sei anni dopo da parte di papa Nicolò V.

Nel 1451 Elisabetta Bragadin acquista un appezzamento contiguo alla chiesa al fine di poterla ingrandire e il Senatore Moro fa costruire la Cappella di S. Bernardino (attuale presbiterio) mentre sul terreno della Bragadin viene eretto il coro cosicché la chiesa si trova raddoppiata in lunghezza.

Cristoforo Moro, divenuto doge profonde cospicue sostanze per la trasformazione e l’abbellimento della chiesa che vuole consacrata al santo suo amico di cui, nel frattempo, ha ottenuto dal papa che sia proclamato patrono minore della città.

Il 14 aprile 1493 la chiesa, dedicata ai Ss Giobbe profeta e Bernardino da Siena, viene consacrata per la prima volta dal vescovo Bartolomeo Averoldi.

Verrà consacrata per la seconda volta nel 1587 dopo una chiusura resa necessaria per far fronte a restauri. L’edificio non è più gotico, ma pienamente rinascimentale dopo l’intervento di Pietro Lombardo  (Pietro Solari) e famiglia ed è ricca di quadri dei più celebri pittori veneziani del tempo: Giovanni Bellini, Vettore Carpaccio, Marco Basaiti, Paris Bordone, Antonio Vivarini.

Nel presbiterio, introdotto dal meraviglioso arco trionfale, viene sepolto il doge benefattore Cristoforo Moro che chiamò a Venezia Pietro Lombardo.

Molte famiglie chiedono la sepoltura in chiesa, tanto che sorgono altari e, sul lato sinistro sinistro,  vengono aperte cinque cappelle non omogenee, ma stilisticamente molto interessanti.

I padri francescani custodiscono la chiesa fino al 1810 (già dal 1806 era stata decretata da soppressione degli ordini religiosi e la concentrazione in pochi conventi). Il 25 ottobre di quell’anno la chiesa fu affidata al clero diocesano e due anni dopo il convento demolito per far posto all’orto botanico.

Nel periodo di abbandono la chiesa su depredata di molte opere e nel 1815 le pale d’altare di Bellini, Carpaccio e Basaiti portate al’Accademia, dove sono tutt’ora visibili.

Nel piccolo tratto di convento rimasto, nel 1844, dopo il forzato trasferimento dai locali in Calle delle Monache per dar luogo alla costruzione della ferrovia, si stabiliscono i figli della Carità Canossiani, ordine fondato nel 1831 da Santa Maddalena di Canossa principalmente per la formazione cristiana dei ragazzi.

Nel giugno del 1952 il Patriarca Carlo Agostini erige S. Giobbe a parrocchia staccandola da S. Geremia.